
Nearby Glass
Inchiesta · Tecnologia & Privacy
Nearby Glasses e la sorveglianza invisibile:
l’app funziona davvero? E i tuoi dati a chi finiscono?
Un’analisi tecnica e giornalistica dell’app che vuole proteggerti dagli occhiali smart — con fonti verificate e pubblicamente accessibili.
1. Il problema: occhiali che spiano in silenzio
Da quando Meta e Ray-Ban hanno messo in commercio occhiali smart capaci di registrare video e audio in modo praticamente invisibile, si è aperta una questione che i regolatori affrontano a rilento e la società quasi per niente: chiunque può essere ripreso, identificato e profilato da qualcuno con un paio di occhiali dall’aspetto normalissimo.
I Ray-Ban Meta — prodotti dalla joint venture tra Meta (ex Facebook) ed EssilorLuxottica — integrano fotocamere, microfoni, altoparlanti Bluetooth e connessione permanente allo smartphone. Il loro design è quasi identico a un paio di Ray-Ban tradizionali. Meta dichiara che durante la registrazione si accende un piccolo LED bianco sulla montatura. Il problema è doppio: il LED è minuscolo, facilmente ignorabile, e — come documentato da più ricercatori — è possibile disattivarlo fisicamente con un pezzo di nastro isolante.
Casi reali di abuso sono già documentati: stalker e molestatori hanno usato i Ray-Ban Meta per riprendere persone di nascosto in centri massaggi e altri luoghi privati.
⚠ Il caso I-XRAY — ottobre 2024
- Due studenti di Harvard — AnhPhu Nguyen e Caine Ardayfio — hanno costruito un sistema chiamato I-XRAY che abbinava i Ray-Ban Meta al motore di riconoscimento facciale PimEyes e a un LLM.
- Il sistema permetteva di guardare un passante e ottenere in pochi secondi nome, indirizzo, numero di telefono e parenti. I due studenti non hanno rilasciato il codice — la dimostrazione era un allarme pubblico.
- Nguyen a The Register: “Il 99% del danno che un malintenzionato può fare con questo strumento è indipendente dal fatto di avere occhiali smart.” Ma gli occhiali rendono il processo invisibile e continuo.
- Fonti: 404 Media, 4 ottobre 2024 · Boston Globe, 4 ottobre 2024 · Harvard Library Innovation Lab
2. Chi è Yves Jeanrenaud e cos’è Nearby Glasses
Nearby Glasses è un’app per Android sviluppata da Yves Jeanrenaud, sociologo e docente associato presso la Hochschule Osnabrück (Germania) che si descrive come appassionato di informatica autodidatta. L’obiettivo dichiarato: avvisare l’utente quando nelle vicinanze è presente un dispositivo in grado di registrare in modo occulto.
L’app è gratuita, open source, disponibile su Google Play Store e su GitHub. Jeanrenaud ha costruito il primo prototipo in circa quattro ore, poi ha impiegato altre otto ore per la prima versione stabile.
“Ero stufo dei comportamenti misogini e della tecnologia di sorveglianza che spingeva i limiti di questi prodotti. In particolare perché suppongo che molte delle persone vittime di queste registrazioni occulte siano già vulnerabili.” — Yves Jeanrenaud, intervistato da Straight Arrow News, febbraio 2026
Sul README del repository si legge esplicitamente: “Non voglio promuovere il tecno-soluzionismo né voglio che le persone si sentano falsamente al sicuro.”
🔗 Repository GitHub ufficiale: github.com/yjeanrenaud/yj_nearbyglasses
🔗 Google Play Store: Nearby Glasses su Play Store
3. Come funziona tecnicamente
Il cuore dell’app è la scansione passiva dei segnali Bluetooth Low Energy (BLE). Gli smart glasses devono comunicare costantemente con lo smartphone a cui sono abbinati: per farlo trasmettono pacchetti BLE chiamati advertising frames, che contengono un identificatore univoco assegnato al produttore dal Bluetooth Special Interest Group (Bluetooth SIG), l’ente internazionale che certifica i dispositivi Bluetooth.
Questi identificatori — chiamati Company ID o Manufacturer Code — sono obbligatori per qualsiasi dispositivo che utilizzi il Bluetooth e sono pubblicamente consultabili nel registro ufficiale di Bluetooth SIG. Non possono essere rimossi o falsificati senza violare gli standard di certificazione.
Nearby Glasses incrocia i segnali rilevati con questo database per capire se il dispositivo vicino appartiene a produttori di smart glasses: Luxottica Group SpA (Ray-Ban Meta), Meta e Snap Inc. (Spectacles).
📡 Scheda tecnica
- Tecnologia: scansione BLE passiva — nessuna connessione attiva con i dispositivi vicini
- Database: Bluetooth SIG Assigned Numbers (registro pubblico)
- Dispositivi rilevati: Luxottica/Meta Ray-Ban, Meta (altri prodotti), Snap Spectacles
- Distanza operativa: ~10–15 m outdoor, 3–10 m indoor (soglia default: -75 dBm RSSI)
- Piattaforma: Android (iOS in sviluppo)
- Distribuzione: Google Play Store + GitHub (codice sorgente pubblico)
4. Funziona davvero? Capacità reali e limiti documentati
Cosa può fare
L’app è in grado di rilevare la presenza di dispositivi BLE che trasmettono il Manufacturer Code di Luxottica o Meta nelle vicinanze. Poiché i Ray-Ban Meta devono trasmettere costantemente per rimanere abbinati allo smartphone, la probabilità di rilevamento quando gli occhiali sono accesi e attivi è concreta.
Cosa non può fare (limiti dichiarati dall’autore stesso)
1. Falsi positivi. Il Manufacturer Code è assegnato all’azienda, non al singolo prodotto. Meta produce anche visori per la realtà virtuale (Quest): se vicino a te c’è qualcuno con un Meta Quest, l’app potrebbe allertarti come se fossero smart glasses.
2. Falsi negativi. Se il Bluetooth degli occhiali è disattivato o il dispositivo è in modalità nascosta, l’app non lo vede. Jeanrenaud stesso ammette: “probably always will be imperfect”.
3. Randomizzazione MAC. Gli indirizzi MAC sono randomizzati per default nelle versioni recenti di Android. Questo non compromette il rilevamento attuale (i Company ID restano fissi), ma future modifiche ai firmware potrebbero ridurre l’efficacia.
4. Non dice se stanno registrando. L’app rileva la presenza del dispositivo, non se la fotocamera è attiva. È un sistema di allerta probabilistica, non di certezza.
SC Media (febbraio 2026): l’app può generare falsi positivi da altri dispositivi Meta come i visori VR. Malwarebytes la definisce “una mitigazione tecnica imperfetta a un problema sociale e legale”.
5. I tuoi dati con Nearby Glasses: a chi finiscono?
Questa è la domanda cruciale: usando uno strumento anti-sorveglianza, stiamo cedendo dati a qualcun altro? La risposta, basata sul codice pubblico e sulla privacy policy ufficiale, è articolata.
Cosa dice la privacy policy ufficiale
La policy è consultabile pubblicamente su GitHub/PRIVACY.md. I punti chiave:
🔒 Privacy policy dichiarata (fonte: GitHub ufficiale)
- L’app non raccoglie né archivia alcun dato sull’utente o sul suo telefono
- Nessuna telemetria, nessuna pubblicità, nessun tracciamento
- Nessuna registrazione, nessun login
- Nessuna comunicazione con server esterni: tutti i dati restano localmente sul dispositivo
- I segnali BLE registrati contengono solo il Manufacturer Code: informazione pubblica e non identificativa
- Alla disinstallazione, tutti i dati vengono automaticamente eliminati
- Il codice sorgente è aperto: chiunque può verificarlo autonomamente
La variabile Google Play Store
Sul proprio README, Jeanrenaud avverte esplicitamente: “Se installi l’app dal Play Store, Google può sapere qualcosa su di te e raccogliere statistiche. Ma l’app in sé non lo fa.”
Installando da Play Store, Google registra che hai scaricato quell’app, quando, e su quale dispositivo — dati che rientrano nella privacy policy di Google. Per chi vuole evitare anche questa traccia, l’alternativa è scaricare l’APK direttamente da GitHub o compilare il codice sorgente autonomamente seguendo le istruzioni pubbliche nel README.
Il paradosso strutturale
C’è una questione più sottile: Nearby Glasses, per funzionare, deve scansionare in modo continuo tutti i dispositivi Bluetooth nelle vicinanze — non solo gli smart glasses, ma tutti i dispositivi BLE nell’ambiente. Come osserva Next Reality (febbraio 2026): rilevare il dispositivo di qualcuno potrebbe essere percepito come una violazione della sua privacy, anche se l’obiettivo è proteggere la propria.
Immagina di indossare occhiali smart per necessità di accessibilità — sottotitoli in tempo reale per persone con ipoacusia — e qualcuno ti si avvicina perché l’app ha segnalato il tuo dispositivo. Chi sta violando la privacy di chi? La risposta non è semplice, e Jeanrenaud lo sa: il repository include un avviso esplicito a non molestare persone sulla base degli alert.
6. Il contesto normativo: GDPR e AI Act
In Europa, il trattamento di dati biometrici (tra cui le immagini del volto) senza consenso è vietato dall’art. 9 del GDPR (Regolamento UE 2016/679). L’AI Act europeo — entrato in vigore in fasi progressive dal 2024 — classifica il riconoscimento biometrico in tempo reale in spazi pubblici come sistema ad alto rischio, soggetto a restrizioni severe.
Tuttavia, come nota WebProNews (marzo 2026), i meccanismi di applicazione sono ancora in costruzione. Meta sostiene che i propri occhiali rispettano le leggi vigenti nei paesi in cui sono commercializzati e che i termini di servizio vietano l’uso per il riconoscimento facciale. Ma — come ha dimostrato I-XRAY — i termini di servizio non sono un meccanismo tecnico di prevenzione.
7. Conclusioni: strumento utile, soluzione parziale
Nearby Glasses è un progetto reale, open source, verificabile, costruito da una persona con motivazioni etiche documentate e con una trasparenza sulla gestione dei dati inusuale per gli standard del settore app. Rispetto alla domanda iniziale — “a chi cediamo i dati?” — la risposta onesta è: all’app in sé probabilmente nessuno; a Google, se la installi da Play Store.
Ma Nearby Glasses non è una soluzione. È, nelle parole dello stesso autore, “a tiny part of resistance against surveillance tech”. Le sue limitazioni tecniche — falsi positivi, falsi negativi, impossibilità di sapere se la fotocamera è attiva — la rendono un radar impreciso in un mondo in cui la sorveglianza si sta facendo invisibile.
La vera risposta al problema degli smart glasses non può essere affidata a una singola app costruita in dodici ore da un professore appassionato. Richiede norme chiare, standard tecnici obbligatori (come indicatori luminosi non disattivabili), e un’applicazione effettiva del GDPR anche nei confronti di aziende con sede fuori dall’Unione Europea.
Finché tutto questo non accade, Nearby Glasses rimane uno strumento consapevole e onesto di resistenza civile tecnologica. Vale la pena usarlo sapendo cosa può — e cosa non può — fare.
Fonti verificate e pubblicamente accessibili
| # | Fonte | Data | URL |
|---|---|---|---|
| 1 | GitHub — Nearby Glasses (Jeanrenaud) | 2026 | github.com/yjeanrenaud/yj_nearbyglasses |
| 2 | Privacy policy ufficiale app | 2026 | PRIVACY.md su GitHub |
| 3 | Google Play Store — Nearby Glasses | mar. 2026 | Play Store listing |
| 4 | 404 Media — I-XRAY | 4 ott. 2024 | 404media.co |
| 5 | Boston Globe — Harvard students AI Meta glasses | 4 ott. 2024 | bostonglobe.com |
| 6 | Harvard Library Innovation Lab — I-XRAY | ott. 2024 | lil.law.harvard.edu |
| 7 | Futurism — Nearby Glasses | feb. 2026 | futurism.com |
| 8 | Gizmodo — Nearby Glasses | feb. 2026 | gizmodo.com |
| 9 | Malwarebytes — Smart glasses detection | feb. 2026 | malwarebytes.com |
| 10 | SC Media — Nearby Glasses | feb. 2026 | scworld.com |
| 11 | Fastwebplus — Smart glasses sorveglianza | mar. 2026 | fastweb.it |
| 12 | L’Espresso — Smart glasses e Meta-Prada | 3 mar. 2026 | lespresso.it |
| 13 | Bluetooth SIG — Assigned Numbers (registro pubblico) | permanente | bluetooth.com |
| 14 | GDPR — Regolamento UE 2016/679, art. 9 | 2016 | eur-lex.europa.eu |


